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L'IDEA
Il mio amore per la Spagna è nato nel 1982. In quell'estate avevo una gamba ingessata che mi ero rotto giocando a calcio. Non potevo muovermi e così guardavo la tivù. C'erano i Mondiali di calcio in Spagna, a allora lì a guardare. Tra una partita e l'altra mostravano i documentari delle città che le ospitavano (il cicerone, mi ricordo, era la mascotte Naranjito). Poi la passione per queste città si è rafforzata con la vittoria di luglio, quel bel 3 a 1 ai crucchi… Poi ci s'è messo il Caso. Nel 1995 mi era stato commissionato un reportage da una rivista di viaggi e così sono andato nel nord della Spagna e ho percorso il Camino di Santiago in bicicletta. All'inizio era previsto un tratto di un centinaio di chilometri, diciamo una parte di Galizia. Ma siccome siamo partiti in tre su una Bmw scassatissima con il contachilometri rotto e con una sete di benzina che ci faceva fermare ogni duecento chilometri per il pieno, appena varcato il confine Francia-Spagna, sui Pirenei, a Jaca, l'abbiamo mollata lì e abbiamo inforcato le bici. I chilometri fatti in bici sono così diventati circa 900. Tutta la Spagna del nord battuta passo a passo, con le ruote che tiravano su tutto, dalla polvere alle leggende, le storie, le testimonianze. Beh, lì ho davvero iniziato a conoscerla. Ho percorso questo continuo saliscendi, e il deserto dell'altopiano nella Castilla Y Leon - un paesaggio fissato nel giallo ocra che pare ricordare che l'uomo lì è solo di passaggio, non può restare. Poi il contrasto tra le città (moderne) e i paesini senza l'asfalto e con la pietra a vista… Poi in decine e decine di altri viaggi ne ho apprezzato anche la solarità e - contemporaneamente - il mistero. Per questo ho voluto scriverne, per questa ricchezza e contraddittorietà. La contraddittorietà che oppone il mare al deserto di Almeria o della Castilla; le croci cristiane alle moschee (ad esempio la Mezquita di Cordoba); le lunghe radici secolari di popoli autonomisti (Baschi e Catalani) ai popoli gitani che ancora abitano zone dell'Andalusia; il senso elettrizzante e adrenalinico della corrida contrapposto alla quiete della morte, di cui il toro è simulacro. Addirittura penso che questa storia solo in Spagna potesse trovare la propria ambientazione.
M.B.
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