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I libri di M.B.

Teatro - Gli spettacoli

Bartleby è il personaggio inventato da Herman Melville nel 1853. E' stato il primo esempio di uomo che non si piega alle convenzioni e ai doveri che non condivide: «preferirei di no», diceva. Il prototipo dell'uomo libero, capace di affrontare temi tipicamente novecenteschi con mezzo secolo di anticipo. E siccome l'arte - letteraria e musicale - ci piace poterla pensare proprio come un segno di libertà, una voglia di resistere, «un rifugio che ci protegga dalle offese della vita», avrebbe detto Cesare Pavese, abbiamo scelto lui come guida in questo viaggio nei mondi letterario e musicale del Novecento. Mischiati assieme, senza confini.
MAURILIO BAROZZI
Intervista a RADIO RAI

«Oddio, non so se riesco a farla con questa tonalità... Dobbiamo riprovarla, magari un'ottava sotto»

STEFANIA,
alle una del mattino

Matteo voleva che Lanfranco cantasse il ritornello di Pink Moon; Maurilio voleva che la cantasse tutta Stefania; Stefania non sapeva; Lanfranco intanto ci provava... Nick Drake era già morto e non si poteva chiedere a lui di cantare la sua canzone...
Insomma: un gran casino

«La parte del palleggio, in Soriano, la posso leggere solo io: voi eravate troppo scarsi a giocare a calcio»

LANFRANCO
a Maurilio e Matteo

... lo chiamai, spiegandogli rapidamente quel che volevo facesse, cioè esaminare con me un breve atto. Immaginate la mia sorpresa, per non dire costernazione, quando senza uscire dal suo recesso Bartleby con voce singolarmente pacata e ferma rispose: «Preferirei di no». [..]
Era uomo di preferenze piuttosto che di presunzioni.

HERMANN MELVILLE, Bartleby lo scrivano

… e comunque non è un problema se lo spettacolo è un po' lungo; si abitueranno ad ascoltarlo!

MATTEO,
la voce della fiducia

Non è musica solo
una voce che tacita
si ascolta, è musica
quanto fa consonanza.

CALDERÓN DE LA BARCA

«L'idea di fondo, per uno spettacolo come il Bartleby, è quella di sovraccaricare il fattore sensoriale fino a farlo traboccare in emozioni. Allora che ne dite, cosa ve ne pare?»
«...??…»
«Vabbé, ho capito»

MAURILIO,
alla prima prova